Gennaio 2012 - Tutti i numeri del 2011
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Tutti i numeri del 2011


Ogni anno la Croce Verde Baggio lavora per migliorare il proprio servizio nei riguardi della popolazione.
Anche il 2011 è stato per noi Volontari un anno ricco di impegni ed iniziative che ci hanno portati a crescere e maturare.

Solamente come servizi di emergenza / urgenza 118 possiamo contare oltre 5900 interventi di soccorso.

Prestiamo inoltre numerosi altri servizi tra privati, manifestazioni, trasporti secondari e continuità assistenziale (guardia medica): in "numeri" parliamo di oltre 3800 servizi totali.

I nostri mezzi hanno percorso più di 105mila Km e noi Volontari ci siamo impegnati per oltre 34.500 ore.

Altro che numeri!

Tutto questo è stato possibile non solo grazie a persone che hanno scelto di condividere parte del proprio tempo da dedicare al servizio degli altri, ma soprattutto grazie al supporto e all'affetto di tutti voi che ci stimolate a continuare la nostra opera a favore della popolazione.


Festa della Befana

Venerdi 6 gennaio si è conclusa la prima edizione di BiancoInverno.
L'iniziativa, organizzata dal Comune di Milano e sostenuta da diverse Associazioni tra cui la nostra, ha permesso di raccogliere tramite "Raccogli Giochi" oltre 600 giochi che sono stati consegnati a sei diverse Associazioni che lavorano nell'ambito educativo e di recupero per bambini.

Il giorno della Befana, presso il Teatro CAM degli Olmi, si è tenuta la festa conclusiva dove i Volontari della Croce Verde, capitanati dalla mitica Aurora, hanno intrattenuto i piccoli ospiti prima del magnifico spettacolo del Mago Alberto che ha lasciato la platea a bocca aperta per tutta la durata dello spettacolo.

Prime uscite in ambulanza

Anche quest'anno in numerosi si sono presentati al corso per soccorritori esecutori certificati 118 e come in ogni edizione tante persone diverse per età, classe sociale, origini, si sono trovate, a condividere un cammino che le porterà al raggiungimento del loro comune obiettivo.
ElisaFinite le prime 40 ore di corso, gli allievi sono stati assegnati nei gruppi e, quest'anno per la prima volta, ciò è avvenuto con una vera e propria cerimonia stile Harry Potter con tanto di cappello parlante!
Da ora in poi, gli allievi continueranno il percorso formativo tra ore in aula e affiancamenti in ambulanzain fino ad arrivare alla certificazione finale che si terrà in aprile.
Di seguito l'intervista di una nuova "recluta", Elisa, una ragazza solare con una vita piena d'interessi ed impegni oltre al lavoro.
Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a seguire il corso?
Ho sempre desiderato svolgere un'attività di volontariato che potesse essere d'aiuto a chi si trova in stato di bisogno.
E quale situazione è "più di bisogno" di una situazione di emergenza-urgenza?
La figura del soccorritore mi ha sempre affascinato, forse per la particolarità delle situazioni in cui ci si viene a trovare, per l'importanza che proprio questa figura assume per chi in quel momento si trova ad averne bisogno e per la possibilità di portare un aiuto in un momento cruciale della vita delle persone.
E' proprio però la grande emergenza delle situazioni in cui ci si può imbattere che probabilmente gli altri anni ha posto un freno al mio desiderio di diventare soccorritore, sebbene sia sempre stato nei miei progetti, per il timore di non farcela.
Quest'anno è arrivata quella spinta in più che mi ha portato a lanciarmi in questa avventura pronta a dare il massimo e a ricevere il massimo da un'esperienza che può solo arricchire.
Adesso che sono finite le prime 40 ore del corso pensi che l'impegno effettivamente messo sia corrispondente a quello che avevi preventivato?
Fin dalla presentazione del corso ci è stato più volte sottolineato che il percorso sarebbe stato piuttosto lungo e soprattutto molto impegnativo.
Passate queste prime 40 ore posso confermare che l'impegno è notevole, ma da imparare c'è davvero molto.
Ad ogni modo reputo che la motivazione e il desiderio di giungere alla fine di questo percorso, oltre al considerare che abbiamo la vita delle altre persone nelle nostre mani, ci possano aiutare a stringere i denti e affrontarlo con entusiasmo e forza di volontà.
Tra poco farai il tuo primo turno in ambulanza; emotivamente e tecnicamente quali sono i tuoi pensieri in merito all'applicazione di quanto studiato in aula sui servizi reali?
Con le lezioni pratiche già abbiamo in qualche modo provato a mettere in pratica quanto appreso teoricamente, ma trovarsi direttamente sul campo immagino sia tutt'altra cosa, soprattutto emotivamente. Dal punto di vista tecnico c’è la volontà di mettersi finalmente alla prova ma soprattutto la curiosità di vedere gli altri "al lavoro" e il desiderio di apprendere direttamente sul campo.
Dal punto di vista emotivo c'è invece il timore di trovarsi in situazioni critiche e magari di non riuscire a gestirle, accompagnato però dall'entusiasmo e l'eccitazione di poter finalmente iniziare "praticamente" questa grande esperienza.
Qual è la cosa che pensi ti possa bloccare/spaventare sul servizio?
Più si avvicina il momento di "entrare in azione" più cerco di immaginarmi sul campo, cosa potrebbe capitarmi e di conseguenza cosa potrei pensare o provare.
Ciò che mi spaventa di più è il timore di non essere in grado di gestire il lato emotivo di alcune situazioni particolarmente critiche, come possono essere la morte di una persona o incidenti molto gravi.
Come ha cambiato la tua quotidianità scegliere questo tipo di volontariato?
Ora come ora avendo partecipato solo al corso, non ho ancora avuto grandi cambiamenti nella mia quotidianità se non il fatto di sentirmi soddisfatta di fare qualcosa per gli altri.
 
 
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