Febbraio 2011 - Nascondimento...
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Ci sono persone che del nascondimento ne fanno una ragione di vita

Che non amano la vita mondana, che preferiscono l'ultima fila rispetto al palco, che sono a disagio se devono mostrarsi in pubblico.
Non è vezzo snobistico, non è modo di fare. E' semplicemente un modo d'essere che deriva dal carattere, dal proprio vissuto, dagli esempi che, probabilmente, si sono incontrati nel percorso della vita.
Questo modo di essere non significa porsi su uno scalino più alto rispetto ad altri, è solo porsi in maniera differente rispetto agli schemi di questa società che ha bisogno di condizionare le persone illudendole che si esiste solo se gli altri se ne accorgono.
E non necessariamente questi altri debbono accorgersi di chi sta attorno a loro perché li si riconoscono come più bravi in qualche attività, capaci e dotati di buon intelletto.
No, è sufficiente "esserci", dove, come e perché è secondario.
Un tempo strano, il nostro, dove quasi mai si premia il merito ma la convenienza, l'assidua presenza nei luoghi più disparati, possibilmente mediatici.
Un tempo strano, il nostro, in cui i valori sono capovolti e come recita la Bibbia, "il bianco è nero ed il nero è bianco".
Un tempo strano, il nostro, dove l'intelligenza e l'onestà fanno fatica ad emergere in una realtà in cui il furbo vince ed il leale soccombe.
Un tempo strano, il nostro, in cui tante attività si fermerebbero se non ci fossero persone che, volontariamente e senza compenso (anzi, spesso rimettendoci anche di tasca propria), si prodigano in favore degli altri, cercando di creare momenti di coesione sociale o, più semplicemente ma anche direttamente, momenti di attenzione al prossimo, come la parabola del buon samaritano ci ha insegnato.
Un tempo strano, il nostro, in cui la forza delle idee sembra sovrastata dallo scintillio delle luci televisive e dal fragore delle notti discotecare, dai banali talk show televisivi che rubano il tempo (a chi li segue) per buone letture, per buona musica, per coltivare amicizie e relazioni, per fare del bene, senza se e senza ma.
Un tempo strano, il nostro, in cui vorresti avere a fianco grandi figure di riferimento a cui rivolgerti per cercare risposte ai tanti interrogativi dei nostri tempi ed, invece, ti accorgi che la più grande figura oggi vivente, ha superato i novant'anni e poi Nelson Mandela è ormai troppo lontano...
Un tempo strano, il nostro, che ti impegna ad alzare il livello d'attenzione per riuscire a scoprire, nell'incommensurabile clamore del silenzio empatico che viviamo, segnali di vita che possano dare un seno alla speranza di non cadere nelle tentazioni di affermare che "tanto, a cosa serve il mio impegno...", "massì, rubano tutti...", "ma io che cosa ci guadagno...?".

Alzare il livello d'attenzione significa fuggire dalla banalità dei luoghi comuni, affidarsi ad una sana e profonda riflessione, entrare in una dinamica interiore spesso scomoda ma, certamente salutare, per noi stessi, per i nostri più prossimi amici o conoscenti, con coloro con cui pensiamo sia importante condividere idee, percorsi, situazioni, passioni, affetti.
Alzare il livello d'attenzione significa accantonare le dinamiche del mondo per comprendere che, spesso, nel piccolo possiamo trovare il mondo, che nella piccole cosa ci può essere Dio oppure la luce di un umanesimo e di un'etica laica che ti indica nell'altro, anche in quello più scomodo, un segno di contraddizione per dare senso alla nostra vita.
E come nella citata parabola del buon samaritano spesso l'altro, lo scomodo, ci viene "scagliato" sul percorso della vita e non abbiamo che due possibilità per affrontare la situazione: ignorarlo oppure soccorrerlo.
Se si sceglie la prima opzione il problema è risolto senza indugi e senza conseguenze.
Se si sceglie la seconda di opzione sorgono problemi, e può capitare di rimanere così "condizionati" e trasformati dall'evento da doverlo ripetere ancora, ed ancora, ed ancora.
Magari per oltre trent'anni, come accaduto all'amico Paolo Minunni, volontario della Croce Verde Baggio, che ha ricevuto il premio alla virtù civica assegnatogli dal coordinamento dei comitati cittadini nel corso della manifestazione tenutasi alla Sala Alessi di Palazzo Marino, il 3 febbraio scorso.
Conoscendo Paolo da così tanti anni da averne perso il conto, credo che sia rimasto imbarazzato e, magari, un po' infastidito dal clamore, dalla gente, dalle luci dei flash.
Ma se avrà pensato che in quel momento insieme a lui c'erano anche tutte le persone incontrate, come soccorritore, nel corso dei tanti anni di servizio, allora avrà accettato di bere, con serena rassegnazione, l'amaro calice del mostrarsi, almeno una volta nella vita, sotto i riflettori di una pur fugace notorietà per tornare, subito dopo, come i tanti volontari della Croce Verde Baggio, al silenzio operoso del loro servizio perché è risaputo, per alcuni, che la festa è effimera mentre l’impegno non può che essere duraturo, in particolare per quelle persone che del nascondimento fanno una ragione di vita.

Rosario Pantaleo

Carnevale 2011


Sabato 12 Marzo si terrà la 17a edizione del carnevale di Baggio.

Il corteo dei carri allegoriciCarnevale 2010 partirà alle 14.45 dal parcheggio di Via Val Sesia, si snoderà lungo le vie storiche di Baggio e si concluderà in Via Michele da Carcano.
Il tema di quest'anno sarà "I Grandi d'Italia".

... Non mancare per scoprire come si vestirà il nostro carro!

Guarda le foto del Carnevale 2010.

Trofeo "Marika Pavanelli"


Domenica 27 Marzo presso il centro sportivo Frog Montegani di via Teresa Noce si svolgerà un torneo di calcetto organizzato dagli amici della Misericordia Milano in ricordo di Marika, tragicamente scomparsa il 22 Settembre 2010.
Parteciperanno diverse associazioni e anche la Croce Verde Baggio si unirà a questo evento.
 
 
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